RIP Asti

02508a3fb753f0dfd65c4e0acb2c8a70_gravestone-cartoon-1-rip-tombstone-clipart_5000-5000E’ morta Asti!
Ma dai?
Come mai?
E chi se lo aspettava…

Già se uno considera immortale una realtà dove i membri si contano sulla punta delle dita e sono sempre gli stessi rimarrà sicuramente spiazzata da questa notizia.
La realtà più longeva extra torinese dell’hit ball è morta e di chi sono le colpe?
Di sicuro degli astigiani che non sono stati in grado di fare diffusione sul proprio territorio in maniera autonoma e costante. Sicuramente una gravissima colpa che ora la si paga cara perchè manca, per tutti, una presenza sul territorio.
Non entrando nelle scuole i maniera costante e continua non sono riusciti a fare quel ricambio generazionale che avrebbe mandato, forse, avanti il movimento locale e non hanno fatto sentire alle scuole la loro presenza.
Di sicuro colpe ne ha anche l’amministrazione locale che coi suoi aumenti d’affitto degli impianti di sicuro non agevola lo sport, piccolo e no, nella propria provincia.
Ma questa è tutta una questione tutta politica fatta per far vedere che è uno è meglio dell’altro.
Un po’ come nei divorzi dove i genitori si fanno i dispetti a discapito dei figli.
Chi se ne frega di loro. Tanto sono piccoli e non capiscono anche se muoiono dentro.
Mi viene sempre un sorriso amaro quando sento un politico, dal presidente della Repubblica all’ultimo eletto, affermare che lo sport è il collante della nostra società. Retorica verità scordata per chissà quale interesse … perchè non credo in una globale stupidità/ignoranza.
E poi c’è la federazione che con le sue logiche interne non ha di certo aiutato nè la nascita nè la sopravvivenza di questa realtà.
Basta pensare al recente passato. Nel trofeo del nord questa realtà perchè non c’era?
Era fuori da Torino, è sempre stata presente in chiave diffusione, è stata il collante per la nascita e la consolidamento delle altre realtà.
Eppure non c’era nonostante oggi tutti piangono.
Forse l’assenza è un dispetto (o ritorsione) al fatto che si è rifiutata di giocare i recenti play off?
Forse una sbadata sbadataggine involontaria.
Forse è antipatica e puzza oltre ad avere la palestra scivolosa.
Di sicuro nessuno di questi è un valido motivo per questa grave assenza, vista anche la grave assenza di una delle squadre torinesi che per 2 giornate su 3 non si è presentata. Di sicuro chi oggi piange (lacrime da coccodrillo ?) facendo notare la bontà di questa realtà dovrebbe ricordarsi ciò che ha fatto per essa e trovare i giusti spunti per non ripetere i propri sbagli (perchè la sua assenza al TDN è un grossissimo sbaglio).
Comunque io incomincerei a ripensare da certi aspetti di diffusione.
Partirei dal discorso istruttori.
Che serve fare dei corsi universitari per formare degli istruttori se questi poi non continuano la diffusione?
E’ prestigioso certo. Fa figo dire “abbiamo un corso di hit ball all’Isef torinese”. Fa bene ai brevetti. Aiuta ai futuri prof ad avere i credi per la propria laurea in primis e poi conoscere la materia, anche se da sapere come si chiama una persona ad averne un quadro, e non un pregiudizio, ne passa di acqua sotto i ponti.
Di sicuro ad Asti, di gente che ha fatto questo corso ce ne, ma non ha avuto stimoli (dané e la pappa già pronta) come a Torino per intraprendere la diffusione.
Certo mancano gli uomini… perchè Asti è troppo vicina per una gita fuori porta.
Verona, Roma, Padova sono più stimolanti per una settimana di svago.
Certo mancano le scuole… perchè queste di sicuro non si prendono la briga di contattare a FIHB.
Vanno loro contattate per vedere se hanno voglia di iniziare.
Ma codesto modo non è congeniale per la diffusione.
Troppo sbatti.
Non puoi importi.
Certo mancano gli interessi… perchè andare ad Asti nuovamente?
Ci siamo già stati e costoro se entrano in seno alla FIHB pretendono il mondo.
Giocare in casa; avere il palazzetto pagato; la quota d’iscrizione pagata; non giocare 18 partite a Torino… e poi al Palanatta si scivola.
Perchè Asti?
Abbiamo ancora Nichelino da conquistare a due passi e manco ho voglia di fare.
Certo manca lungimiranza…
non si è capito che una realtà così aveva le ore contate e che la morte era immancabilmente sempre di più alle porte.
Ma su questo punto il movimento è sempre stato in ritardo.
E’ un classico come l’albero a natale, la calza alla befana, l’uovo a pasqua, ad agosto moglie mia non ti conosco…
Così facendo si è raso a zero un territorio ora di nuovo da coltivare da capo.
Perchè il progetto hitalia è un progetto passivo della diffusione, lasciate che i pargoli vengano a me, e quindi non punta sui delusi.
Non si propone.
Un po’ come gli attaccanti dell’italia pallonara che vogliono il pallone sui piedi.
Ci sta, ci mancherebbe; però così facendo gol, hit, punto, canestro, 1-2-3 stella ci mette molto più tempo a fare e strega rischia di toccar colore fuxia più facilmente del normale.
La dipartita di Asti è stata la sconfitta di tutto un movimento perchè gli spunti per iniziare un nuovo percorso ci sono stati negli anni e le iniziative non sono stare costruite. Pigrizia? Noncuranza? Disinteresse?
Finchè non si capisce che cosa si vuol fare da grande è difficile crescere.
Ancora oggi si pensa di più al palahit che al mondo.
Aprendo la pagina federale del sito ho letto queste righe sotto i cenni storici: “Oggi questo impianto non esiste più, come testimoniano le foto che ritraggono l’impianto in fase di demolizione. La struttura infatti è stata demolita nel settembre 2016 per fare spazio ad un’area commerciale. Ad oggi è in fase di progetto un nuovo Palahit sito in zona Lingotto.”
downloadAl posto del palahit da un anno c’è un lidl con relativa zona di parcheggio usata anche dalle auto che vanno a vedere la Juventus giocare.
Il Palahit è come un’oasi del deserto che compare ogni volta dove meno te l’aspetti.
Oggi è a Lingotto; ieri era in Corso Grosseto; due giorni fa in Corso Unione Sovietica; domani sarà sotto casa tua…
Di sicuro oggi non c’è e nel breve presente/futuro immediato in programma nessuna costruzione completa.
Se non hai i soldi nessuno costruisce per te nulla.
Oggi è morta Asti. Un po’ di storia di questa disciplina è terminata. Una piccola fetta d’Italia di una realtà ancora troppo poco italiana ha salutato il movimento… Amen!

Annunci

Il +- del Trofeo del Nord

pinocchio_turista_italia_34A cavallo del 2017/18 la FIHB ha organizzato il Trofeo del nord, una manifestazione amatoriale che ha permesso l’incontro fra le realtà italiane.
L’idea è stata sicuramente ottima in quanto fatta in un periodo dove le realtà extra piemontesi non giocano.
I difetti comunque sono stati diversi.
Il primo, il più grave, l’assenza di una delle squadre piemontesi per 2 giornate (su 3 giocate); rendendo di fatto la manifestazione una bufala o privandola di quella competitività tanto cara alla FIHB.
Se chi organizza, la squadra fa capo al responsabile campionato, non c’è di sicuro fa traballare il concetto di serietà e non so quanto possa essere apprezzata da chi è stato escluso ma soprattutto per chi non gioca e non ha potuto giocare.
Il secondo punto, questa manifestazione rischia di diventare un doppione del TDR.
Un aspetto forse voluto ma al momento non necessario visto che c’è un prodotto, il TDR appunto, che funziona ed ha una continuità, oggi al 5 anno, che non porta oneri organizzativi alla FIHB e importanti costi.
Il terzo motivo solo le squadre di Torino presenti con giocatori che cambiavano di giornata in giornata non creando un punto di riferimento costane per le realtà, cosa che dovrebbe esserci in un trofeo di più giorni.
Altro importante aspetto è la partita amichevole organizzata in seno alla manifestazione. Cosa carina ma non utile per la squadra torinese che si deve sobbarcare una trasferta per giocare una gara; e la squadra locale che non gioca due partite e che potrebbe usare quella partita per mettersi in mostra ma che spesso non ce l’ha fatta portando i propri tesserati, di fatto già affiliati all’hit ball.
Inoltre, a livello sportivo, questo potrebbe sfalsare il torneo se non si ha l’accortezza di farli incontrare insieme in quel giorno; e certe accortezze organizzative non sono state fatte, vedi arbitraggio in mezzo a due gare che ha portato alcuni hitter a non staccare e non godersi a pieno la manifestazione propensi poi a scappare a giochi propri fatti .
Naturalmente queste pecche sono tutte, o in gran parte, migliorabili ma potrebbero essere meglio canalizzate guardando al passato.
La difficoltà dei club è quello di organizzare un torneo amatoriale costante.
Un punto di riferimento per le realtà locali che possano usarlo per far conoscere la disciplina, e far cassa per investire nelle proprie spese quotidiane (vedi palestra ad esempio o materiale di gioco).
La FIHB ha organizzato questo torneo in maniera intelligente in quanto ha delegato i club nella modalità logistica (impianti, bar) e si è limitato a fare quella strutturale (formula, arbitraggio, ricerca squadre) che spesso non invoglia a fare perchè appare più grande di quella che è.
Se si fosse limitata a fare delle manifestazioni sport, come in passato si è fatto per la coppa Iria e il trofeo dei due laghi, si avrebbe avuto il tour del nord con tre titoli in palio (questo trofeo, il primo, non ha dato nessuna coppa) e magari più realtà coinvolte e coinvolte con la possibilità di creare un’ulteriore tappa a Torino, magari a fine giugno, o in realtà che traballavano come Asti, al momento non ufficialmente morta ma lasciata fuori dal trofeo del Nord.
A Voghera si poteva portare in auge nuovamente la coppa Iria; a Genova si poteva cogliere l’occasione per coinvolgere le scuole che ogni anno organizzano il secondo più numeroso torneo scolastico; a Milano si potevano coinvolgere gli hitter più timidi e magari incentivarli ad iniziare ottenendo così lo spunto per poter creare la voglia di confrontarsi con hit ball in maniera più costante.
Inoltre si potevano integrare quelle realtà morte oppure in fase di sviluppo (vedo Chivasso e Pont Canavese) che magari sono assenti per più giornate ma presenti per una tantum.
Se la diffusione FIHB perde il concetto di competizione per dar spazio a quello di integrazione di tutti potrebbe rivitalizzare invece che accentrare, rischiando così meno errori e qualora ci fossero (vedi i ritardi che un torneo di tanti mini tempi crea) giustificarli ampiamente perchè non si chiede la massima serietà di un campionato ma semplicemente una giornata per stare insieme… e questo concetto da qualsiasi prospettiva è sempre un successo.


Ma come fanno i marinai…

marinaiSono curioso di vedere se quello che si dice qui (http://www.federhitball.it/2017/07/12/trasferte-a-genova-serie-b2-201718/) sarà vero oppure è una chiacchiera da bar.
Sono curioso di capire quanto questo sarà una realtà e quanto no.
Mi chiedo comunque perchè invece di far una comunicazione ufficiale e certa, sul sito ufficiale, ne hanno fatta una così… che non è né carne né pesce?
C’è la volontà ma bisogna controllare i presupposti.
Allora perché non controllarli prima e comunicare poi la decisione?
Che senso ha mettere un forse che illude, crea agitazione, fa discutere se poi questa decisione deve ancora essere presa seriamente dagli organi competenti?
Mi chiedo poi se ci sarà il serie B2 equità con la squadra di Genova oppure no (?).
Equità che non solo sta solo nel giocare in casa ma nella gara di per se.
Non so quanto Genova potrà puntare alla B1.
Le carte le ha, ha battuto due volte la Sporting Team arrivata seconda in b2 questa stagione, ma se giocherà come quest’anno (2 gare lei vs 1 le squadre torinesi) non so quante possibilità avrà di essere promossa.
Forse ce la farà. In fondo sono maschi, giovani e vogliosi ( forse più esaltati) di far bene e questo mette in secondo piano le difficoltà.
Comunque ci saranno le difficoltà perché il livello di gioco si alza e non di poco.
Io però conservo e coltivo i miei diversi dubbi.
Dubbi che partono sul giocare le gare in trasferta.
Si riuscirà a far fare 2 ore di viaggio ai più per giocare una gare la domenica pomeriggio rovinando i piani di un weekend dove tutto è fattibile?
Inoltre si giocheranno 1 o 2 gare?
Già, perché non mi stupisco che anche qui Genova dovrà vedersela per 90 minuti con le torinese; il tutto per smorzamento dei costi di trasferta degli arbitri.
Ma si sa che le torinesi facendo la trasferta hanno diritto ad un vantaggio…
E come sarà l’impatto con un campo diverso da quello in cui si è abituati?
Con un punto di riferimento sfasato (il canestro); sponde quasi inesistenti; soffitto a cono e campo non ben illuminato…
Poi si scivolerà?
Il grip è importante.
E come sarà lo sclero di non trovare il parcheggio o la gioia di trovarsi una bella multa in un giorno di pioggia quando si ritorna a casa dopo il lavoro?
Tante piccole sfaccettature che di sicuro alzeranno un po’ di mal umore, soprattutto se condite da una sconfitta.
“In fondo non è giusto!” … “tutti giochiamo qui a Torino perché questi liguri devono giocare a Genova?”… “In serie C2 ce l’hanno fatta ed ora vogliono dettare legge in B2?”… “Ci siamo levati quei rompipalle di Asti ed ora ci mettiamo in casa loro?”…
Sono curioso di vedere come andrà a finire ed intanto canto: “ma come fanno i marinai…”

Tommaso Aniello


Cercasi presidente FIHB

17319194-Volto-umano-con-il-punto-interrogativo-Illustrazione-su-bianco-Archivio-Fotografico“Giovedì 20 Aprile nuova riunione Consiglio Direttivo.
Compito principale eleggere il presidente, il vicepresidente e il segretario.
Chi sarà il prescelto?”
Così la pagina facebook della FIHB presenta il giorno della fumata bianca del primo presidente associativo-federale con consiglio eletto a carico.
Un passo importante che vede 7 papabili ad una grossa gatta da pelare.
Il primo è presidente uscente Enrico Rolando, l’uomo della provvidenza per alcuni; stolto per diversi altri; masochista; pupazzo dei vecchi e mille altri aggettivi, soprannomi positivi e negativi.
Va riconosciuto suo primo mandato è stato di sicuro quello più difficile dei tre finora fatti.
Nessun palahit con nulla da costruire ma bensì tutto da ricostruire.
Un punto di paragone da cui partire coi fasti del passato che non tengono conto dell’insuccesso della campagna “vogliamo un secondo palahit”.
Un’esperienza che nel momento delle vacche grasse è passata ai più inosservata; un atto dovuto, enfatizzato concretizzato con snob; ma che in realtà ha evidenziato, per i più attenti, che spazio per l’hit ball nella natia Torino proprio non c’è.
Con il forfait del palahit trovare un serio partner con spirito e portafoglio mecenate in una Torino sull’orlo del fallimento è impresa ardua perché nulla si dà gratis.
La forza del movimento è di sicuro un branco dai utenti che giocano e lo pagano alla fine senza tanto borbottare; che non si lavano e chissà quanto consumano; ed un manipolo di stolti che con obolo qualcosa fanno nella barotta città.
A questa eredità va poi aggiunta quella del nuboloso passato gestionale.
Una matassa ingarbugliata, un labirinto che di sicuro ha un’entrata, ma c’è l’uscita?
Un babbo morto che non lascia liquidità in cassa e di sicuro regala un patto col diavolo difficile da raggirare.
In tutto questo, senza una classe dirigente formata, ha dovuto navigare a vista senza dimostrarsi capitano coraggioso ma mediano che cerca di spezzare il fiato per star dietro a tutto e tutti.
La seconda figura che può ricoprire l’incarico è il pare padrone, madre matrona, cognato cognatone del movimento.
Big GG è colui che ha creato il tutto e al settimo giorno si dimise.
Bisognava dare un segnale forte alle istituzioni… oppure salvare la faccia da un fallimento annunciato ma nascosto da un ottimismo bonario?
Ognuno ha il suo parere, oggi è lunedì e si può ripartite.
Di sicuro il ritorno del secondo presidente FIHB è comprensibile ma stride coi fatti… più o meno.
Se il pallone e il bracciali sono il vero fulcro di questo sport la hit ball promotion non può non avere voce in capitolo e quale non meglio di quella della propria segreteria?
Una figura carismatica a cui si deve molto dell’attuale situazione.
Terza figura è quella che ha preso più voti di tutti: Silvio Benati.
Il professor Benati è l’uomo che in pubblico ha screditato l’ultimo presidente non riconoscendolo più; è colui che non ha mai guardato al Coni e all’Italia (tutte sue affermazioni in consiglio federale).
È l’uomo che più di tutti ha portato l’hitball nella scuola che conta (ISEF).
Una figura che mette Torino come primo punto di partenza ed unico punto di arrivo.
Con lui come presidente, se non modifica coi fatti le sue passate affermazione, l’hit ball stagnerà nel proprio brodo confermando il parere che al di fuori c’è: meglio giocare a pallapalo, è più italiano.
Quarta figura è l’unica donna che c’è: Franca Malinverni…
…CHI?
Per molti questo nome non dice niente e a me poco più: è fra i soci fondatori.
Non giocatrice, mai presente in un consiglio, nell’ombra più scura del movimento da almeno il 2000 eccola apparire come un miraggio.
È reale?
Che vuol fare?
Come ha fatto ad essere eletta una figura che non è di protesta (nessun programma è stato illustrato) e che in molti ignorano o l’hanno sentita nominare come cameo in qualche racconto in campeggio?
Tante domande, la seria possibilità che un incarico arrivi visto che in un movimento che fa della donna il proprio fulcro del gioco la figura femminile merita la sua quota obbligatoria.
Quinta possibilità di presente è il santone Cattellani.
In molti lo vorrebbero presidente, lui secondo me no.
La nascita casuale del consiglio gli ha parato il sedere.
Essere presidente vuol dire sì farsi figo con gli amici ma avere anche mille grattacapi perché c’è sempre chi la vuole cotta e c’è chi la vuole cruda la carne… e nella FIHB c’è ciccia?
Per chi vuol dire la sua e non vuole problemi questo è il momento per stare tranquilli.
Oggi il vero potere è poter lavorare per il domani.
L’esperienza della diffusione di sicuro ha fatto capire a Cattellani che se grattacapi devo esserci che siano nazionali.
Sesta figura è il delfino Botosso.
Flipper è da 20 anni hitter, da quasi 2 responsabile campionato pro tempore ma in pratica a tempo indeterminato; è la figura che nessuno si immagina presidente.
Basso profilo.
È in realtà il mix ideale fra nuova guardia e vecchia.
L’amico Toni l’ha formato (quindi i vecchi lo possono vedere come un nipote), Enrico gli ha dato spazio (quindi i giovani lo vedono come uno di loro).
Tutti pensano che sia influenzabile ma acqua cheta se eletto presidente come si agiterà?
L’ultimo candidato è l’azzeccagarbugli dell’hit ball…
Se lo si sente parlare sembra che dietro a Big GG ci sia stato lui.
Ogni pensiero che gli dici diventa suo (in esclusiva) e lo amplifica senza però dargli pratico seguito.
In lui si può intravedere un Willy il coyote, quello che fa piani strampalati per prendere uno struzzo velocissimo quando è acquistabile a moderato prezzo dal macellaio; oppure un Dick Dastardly, che nonostante sia in testa si ferma al ciglio della strada per mettere in atto un piano che invece di darli vantaggio lo porta in ultima posizione.
Di sicuro è tutto questo se tu lo incontri e gli tu parli.
Di sicuro in questa rosa è la persona che raccoglie meno fiducia dagli altri, stando alle voci di corridoio.
È il presidente ideale se si cerca un equilibrio fra due opposti che non si attraggono e in questo possono trovare un equilibrio.
Alla luce di questi magnifici 7 (presentati con ironia, sarcasmo, caricaturale e anche un po’ di verità) il presidente federale deve avere un profilo coraggioso.
Ci vorrà coraggio per non nascondersi dietro a un palahit che non arriva.
Ci vuol coraggio per creare un Hitalia non torinese, visto che Torino da anni è una vacca che dà sempre lo stesso latte anche se si prova a mungerla di più.
Ci vuol coraggio a non fare promesse che immancabilmente non giungono.
Ci vuol più controllo che coraggio a non prendere soldi di rimborso per un lavoro che dovrebbe essere volontario.
Ci vuol coraggio a fidarsi degli altri, ad ascoltarli con attenzione e a coinvolgerli senza entrare nel ruolo di padre padrone.
Ci vuol coraggio e dedizione ed essere trasparenti e puntali.
Ci vuol coraggio ad essere diversi e distinguersi col passato.
Ci vuol coraggio a mettersi in dubbio, a non prendersi troppo sul serio, ad essere seri, a mettersi in gioco e a pensare come farlo…
Ci vuol tanto coraggio a fare il presidente di tutti, che è un po’ quello che finora è in pratica mancato.
Questo presidente di sicuro non avrà più l’alibi di essere un uomo solo al comando visto che ha un consiglio a cui delegare.
Questo presidente di sicuro non avrà più l’alibi di ereditare una situazione difficile visto che il peggio è passato e l’ultima dirigenza ha dato ai soci i bilanci.

Tommaso Aniello


E il neo consiglio FIHB nemmeno è in piedi e già scivola…

Nell’hitball esistono 2 realtà: una locale finta nazionale a Torino, il campionato nazionale FIHB che su 50 e più squadre di cui solo 1 è fuori di questa provincia (è di Genova) ma che gioca tutte le sue gare nella città sabauda; ed un’altra più amatoriale che gioca girando per le regioni Piemonte, Liguria, Lombardia unendo 9 squadre provenienti dalle province di Milano, Torino, Asti, Genova, Pavia.
Quest’anno la FIHB ha decido di regalare a questa realtà la possibilità di giocare i play off scudetto alla seguente condizione (condivisa): le squadre che hanno hitter che militano nel campionato FIHB non possono giocare questa manifestazione.
Delle 9 squadre solo 5 possono soddisfare condizione in quanto 2 giocano anche il campionato FIHB e altre due hanno chi una e chi 2 giocatori che militano nel torneo torinese. Queste 4 squadre sono le migliori 5 piazzate.
L’organizzazione del TDR ha più volte (ed espressamente) chiesto di confrontarsi con una serie alla portata (B1 era l’ideale) ma in maniera unilaterale dovranno vedersela con le prime due squadre della serie A2.
I club qualificatosi, per motivi loro non meglio specificati, hanno decido di non presentarsi comunicando anzitempo la loro rinuncia.
Il risultato è stata questa email della FIHB:
Come da regolamento approvato a inizio anno di cui si allega copia, la Federazione riconosce al Trofeo delle Regioni due posti nei Playoffs scudetto 2017.
In conformità al regolamento in oggetto, in particolare alla sezione Playoff, nel quale si trova scritto:
È interessante notare non tanto la prima parte della lettera ma bensì la seconda.

Come da regolamento approvato a inizio anno di cui si allega copia, la Federazione riconosce al Trofeo delle Regioni due posti nei Playoffs scudetto 2017.
In conformità al regolamento in oggetto, in particolare alla sezione Playoff, nel quale si trova scritto:
“…qualsiasi squadra del Trofeo delle Regioni presenti in rosa giocatori tesserati anche nel Campionato Assoluto (A1, A2, B1, B2, C1), verrà automaticamente eliminata dalla possibilità di partecipare ai playoff; anche nel caso si sia guadagnata il posto arrivando nelle prime 2 posizioni del suddetto Trofeo passando, quindi, il proprio diritto alla prima squadra che segue in posizione di classifica.”
Questa stagione si sono classificate dal TdR per un posto nei Playoffs le squadre:
CAVALLINO ALATO ASTI
e
PELLEGRINI VENARIA
Le partite degli ottavi di Playoffs verranno disputate in orari concordati con le squadre stesse.
CAVALLINO ALATO ASTI affronterà la seconda classificata di A2 (una tra Sporting Team e Citmabun). PELLERINI VENARIA affronterà la prima classificata di A2 (una tra Sporting Team e Citmabun).
Come anticipato a inizio anno, le performance delle due classificate saranno prese a base per il prossimo anno. In particolare:
1) Qualora le squadre del TdR dovessero perdere con scarto superiore ai 20 punti, il prossimo anno il loro posto sarabbe equiparato a livello B2 (anzichè B1 come questa stagione).
2) Qualora una squadra non si presentasse alla partita, l’anno prossimo il TdR avrebbe un solo posto nei Playoffs.
3) Qualora entrambe le squadre non si presentassero, l’anno prossimo il TdR non avrebbe alcun posto nei Playoffs.
4) In tutti gli altri casi le cose resterebbero invariate.
Non è prevista alcuna modalità con cui le squadre possano cedere il proprio diritto ad altre, pertanto qualora le squadre suddette dovessero decidere di non presentarsi e perdere quindi a tavolino sono pregate di avvisare tempestivamente il responsabile dei campionati.
La presente in risposta alla comunicazione del 03/04/2017 ricevuta dal TdR, che alleghiamo:
Cordiali saluti e buon hit ball.

Di sicuro leggendo questa email, nonostante tutti i buoni propositi che può avere, alla luce del comunicato inviato dall’organizzazione del TDR dove si annuncia anzitempo la loro assenza… sembra un ricatto.
I punti 2-3 sono molto chiari: se non ci siete non potete più giocare con noi.
Un brutto messaggio viste le difficoltà che certe realtà nazionali hanno nel viaggiare.
Se tutto si gioca a Torino, come questa prima fase dei play off, una trasferta ha un costo e se sono vuote le casse delle società sabaude nonostante il chilometro 0 e il palazzetto pagato dalla FIHB; immaginatevi una società che viaggia per l’Italia più volte l’anno e si organizza da sola e senza fondi federali la giornata in casa che comprende non solo le proprie partite ma ospita anche quelle degli altri.
Inoltre molte squadre potrebbero preferire non giocare se non si guadagnano il posto. Per di più con una compagine più forte di lei nettamente.
Ad esempio i Pellegrini Venaria, visto il 6° posto nel TDR, potrebbero non preferire questo “regalo” ma guadagnarselo sul campo così da poterselo giocare alla più pari possibile. (L’amore non tutti lo preferiscono sado)
Certo questi problemi non uscirebbero se si fosse lungimiranti nell’organizzazione.
Come si è deciso sin da subito i criteri di ammissione si potevano decidere quelli di valutazione. Di certo non sembrerebbero una ripicca da bimbi dell’asilo delusi da chi preferisce portarsi il pallone da casa piuttosto che condividere quello dell’altro che vuole giocare solo col suo per sentirsi il più forte e bello.
Ma certo bisogna avere la giusta serietà. Soprattutto in uno sport che ha fatto dell’etica e la lotta contro le ingiustizie la propria bandiera.
Per questo se una squadra che in campionato salta l’ultima giornata in quanto già qualificata ai play off è giusto che ci sia a questo evento senza subire alcuna penalizzazione.
Se l’è meritata la possibilità di fare questa etica porcata.
Il regolamento gli e lo consente e chi siamo noi per cambiare in corsa le regole che si sono messe ad inizio stagione?
Ma che pretendere da chi organizza il proprio campionato in tre manche?
Sicuramente poco.
Perché non è capace di guardare i dettagli.
Dettagli grossolani poi.
Ad esempio il punto 1 è alquanto ingiusto.
Questa è la statistica delle gare di serie A2 sino alla 17 ettesima giornata che tiene conto delle partite che finiscono con un distacco di almeno 20 punti:

17 giornata 3 gare
16 giornata 3 gare
15 giornata 4 gare
14 giornata 2 gare
13 giornata 2 gare
12 giornata 1 gara
11 giornata 1 gara
10 giornata 1 gara
9 giornata 3 gara
8 giornata 1 gara
7 giornata 0 gara
6 giornata 1 gara
5 giornata 1 gara
4 giornata 1 gara
3 giornata 3 gare
2 giornata 3 gare
1 giornata 0 gare

È bello notare come più di una gara su 5 finisca in A2 (squadre della stessa forza) con tale differenza punti.
È ironico pensare che questa percentuale non cambi ma migliori se si scende di serie, se la squadra più deboli giochi in campi che non conosce e ha mai calcato; se non ha lo stress del viaggio…
È proprio vero che nell’hit ball il fattore casa non esiste. Tutto è Torino.
Ma che bello è a Palermo fare le compere a Portapalazzo. Roma distinguibile da ogni città grazie al cuppolone della Mole. Che bello è il palazzo di caccia di Milano. E che dire di quella macchietta partenopea di Gianduja. Non vedo l’ora di andare a Firenze per mangiarmi una buonissima Bagnacauda…
Di sicuro la commissione tecnica che ha pensato a questi requisiti è la stessa che ha autorizzato il cambiamento del 3-2.
Ci ha fatto uno studio talmente statistico che la mano la si nota…
A parte tutta questa facile ironia è doveroso dire che se si vuole fare l’Italia bisogna pensare ad essere italiani e non ragionare col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Il progetto play off scudetto è sicuramente partito sbagliato sin dall’inizio visto che poco più del 50% (5 su 9)delle squadre del TDR può giocare questo evento ed una di queste è una under 14.
Da questa email si evince che la strada non è ancora matura per un dialogo.
Se si penalizza senza premiare come si evince nel punto 4 (nessuno toglie che una squadre del TDR vinca lo scudetto) vuol dire che non c’è considerazione e che questa possibilità è stata data solo per fare i “generosi” con la voglia inconscia di dare una spallata al TDR.
Se si pensa già adesso, dalla parte tdr, che l’attuale formula non è utile nella crescita vista l’evidente disparità di forza; quanto questo aumento può aiutare nell’incontro fra le parti?
Quanto incentiva chi già non c’è ad esserci in futuro?
Non si sa se questa è una scelta del neo consiglio o di un burocrate qualsiasi FIHB che non guarda oltre la punta del proprio naso.
A mio avviso certe scelte il consiglio le deve approvare visto che riguardano la diffusione e non solo il gioco.
È una scivolata su una buccia di banana?
Si, perché chi l’ha fatto o ha avuto il permesso da questo organo oppure non l’ha minimamente considerato ignorandolo.

Tommaso Aniello


Ecco il CFFIHB

Elezioni-2017Ritorno a scrivere due righe sull’hit ball vista l’importanza dell’evento: l’elezione del consiglio federale.
Dopo anni di richiesta ecco che finalmente la FIHB elegge il suo primo consiglio federale come da statuto.
Un passo storico che sicuramente segna il movimento.
Ci sarebbero solo da tessere le lodi per questa scelta capitata ma non cercata, visto che a proporla è stato Botta, ma di certo condivisa; però le critiche servono per crescere ed è meglio farle sin da subito.
Le regole scelte sono al quanto discutibili:

>vedi la soglia del 5% per essere eletto, in un movimento che ha bisogno di linfa questo muro di certo non aiuta;

>vedi la delega forfettaria ai genitori non tesserati per far votare anche i minori, personalmente non so quanto questo sia legale e giusto;

>vedi la mancanza di un seggio nelle città di Genova e Milano, realtà iscritte alla FIHB che dovranno trovare un delegato se vogliono votare e che quindi si estraniano da un momento importante della FIHB vista l’eccessiva distanza;

>vedi la mancanza dei programmi dei candidati, che se ci sono ancora non sono stati pubblicati, che ci propongono di bello? Perché devo votare uno/a piuttosto che un altro/a?;

>vedi la mancanza di un criterio chiaro di spareggio in caso di parità fra i candidati, in genere si usano l’anzianità di iscrizione e quella anagrafica mentre qui la scelta sarà dei consiglieri eletti;

>vedi un solo voto ai tesserati, che sicuramente renderà questa prima volta molto selettiva e che manifesta ancora l’inconscia paura di regalare ai soci il più amplio pensiero possibile…

Tante sbavature che in una prima volta non potevano non mancare ma che devono essere considerate un punto di partenza e non di arrivo.
È, ad esempio positivo, che ci sono state 11 persone che si sono volute ufficialmente candidare ma alcuni nomi mi lasciano alquanto perplesso.
Non posso non iniziare sicuramente dalla ingombrante presenza di Luigi Gigante che in una chiave simbolica ci sta ma zoppica in quella pratica.
Dimessosi dalla carica di presidente per protesta, spesso “assente” nelle discussioni dei consigli degli ultimi 4 anni, eccolo ritornare come una bomba (perchè lui è sempre una bomba).
Di sicuro i tempi sono diversi da quando era lui il “padre padrone, madre matrona, cognato cognatone” del movimento ma saprà lavorare in team? È ancora in grado di essere utile alla causa? Quanto lo fa per la crescita del movimento e quanto per controllarla da vicino?
Da lui si pretende di certo la differenza vista la sua indiscutibile figura ed importanza ma molti restano i dubbi legati al suo passato e al suo gesto che ha lasciato varie chiavi di lettura…
Manifestare il proprio sdegno alla politica torinese, che nonostante la salita in carica del movimento 5 stelle, non è cambiata…
Uscire con classe dal movimento per levare la sua ingombrante figura, in modo che l’hit ball potesse conoscere una fase “2.0”…
Dare finalmente spazio ai giovani che negli anni, nella sua ombra hanno formato associazioni e sono maturati fin dove hanno, da soli potuto…
Se l’intento era almeno uno di questi la sua presenza è alquanto inopportuna visto che fra quelli che meno di convincono lui è quello che più di tutti può prendere dei voti non strategicamente indirizzati.
Inoltre i più cattivi possono pensare, alla luce dei fatti, che le sue dimissioni non siano state dettate dal voler far del bene all’hit ball ma per abbandonare la nave prima che tutti ci accorgevamo che stesse affondando.
Altra presenza poco chiara è quella di Antonello Giordano.
“Tony” per tutti è stata la vera eminenza grigia del movimento.
Mai in luce era lui che mandava avanti tutto.
Arbitri, campionato, istruttori… era Giordano il vertice della piramide FIHB in tutti questi campi che sembrano secondari ma sono in realtà il vero fulcro sociale del movimento.
Le sue dimissioni a favore del sui “delfini” Fontana (arbitri) e Botosso (campionato/istruttori) facevano pensare ad un passaggio di testimone ai giovani.
Una scelta da applaudire, anche se avvenuta nella maniera meno democratica del mondo ma usuale nella FIHB.
Alla luce di questa candidatura trovo enigmatica la sua presenza.
Personalmente trovo insensata quella di Franca Malinverni.
Assente dal movimento da tempi immemorabili, mai presente in un consiglio federale, non si sa se è mai stata socia in questi ultimi anni; eccola ritornata in auge con il peso di essere una fondatrice.
Di sicuro AVRA’ fatto per il movimento.
Forse HA fatto per il movimento.
Certamente se mi chiedono -chi è Franca Malinverni?- posso solo dire -uno dei soci fondatori-.
Personalmente credo che sia poco questo importante precedente, gli altri sottolineo che se ci sono sono in pochi quelli che li sanno.
Essendo l’hit ball prima di tutto un movimento questo camminare andava seguito facendo sentire la propria presenza.
Mi ricorda un po’ la presenza di Bencivenga alle elezioni della presidenza di quattro anni fa.
Spero che non faccia come lui o De Nichilo… sparisce se non viene eletta.
Questi candidati, a mio avviso, hanno dato un forte segnale ai soci: -ci sono per dare una concreta mano!-
Candidarsi, tornando dal proprio limbo, per poi sparire nuovamente senza dare vuol dire essere “maleducati” con un movimento in difficoltà che cerca persone importanti nel proprio seno che hanno voglia di fare.
In questa chiave di lettura sono contento per la presenza di Elena Carraro e Mauro Pomplili, due persone fresche che hanno voglia di mettersi in gioco per il bene della FIHB.
Avrei voluto, confesso, vedere anche il nome di Valentina Del Vecchio visto che in pratica ha fatto la segretaria federale negli ultimi 4 anni, o giù di lì.
Spero tanto che almeno uno fra Elena e Mauro venga eletto per dare qualcosa di veramente nuovo al movimento.
Spero anche che se vengono eletti abbiamo l’energia di dire no quando vedranno una stupidaggine magari dettati da un idealismo convinto, che oggi manca a questa associazione chiamata federazione che nel pensarsi arrivata manca di uno sguardo utile per crescere.
Mi auguro poi che chi sarà eletto saprà coinvolgere i non eletti con ruoli importanti e non 2contentini” della domenica.
In passato non si è fatto chissà ora che in 11 si sono ufficialmente fatti in avanti questo succederà.
TA


Intervista critica sulle elezioni del consiglio federale FIHB

Domenica ci sarà l’assemblea dei soci che eleggerà il nuovo consiglio federale. Si è deciso, dopo anni di silenzio, di intervistare la critica. Continua a leggere